| Al servizio dei Beni Comuni |
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| Martedì 22 Marzo 2011 07:04 |
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Al servizio dei Beni Comuni Giovedì 31 marzo dalle 10.30 alle 13
Nessun concetto come quello di “bene comune” è assente dalla teoria economica moderna e contemporanea che lo ha sostituito con i concetti di “bene pubblico” o di “commons” che però, a guardar bene, sono esattamente l’opposto di quanto la tradizione classica e cristiana chiama “bene comune”, poiché sia i “beni pubblici” che i “commons” restano una faccenda individualistica, senza che tra le persone coinvolte nell’atto di consumo sia implicato nessun tipo di rapporto. Il bene pubblico o il commons è un rapporto diretto tra gli individui e il bene consumato, mentre il rapporto tra le persone è quanto meno indiretto; il bene comune, invece, è esattamente il contrario: un rapporto diretto tra persone, mediato indirettamente dall’uso dei beni in comune. In questo senso il bene comune è una categoria personalista, mentre il concetto economico di bene “comune” è materialista (centrato sulle cose e non sulla persona). (tratto da Bene Comune ed Economia. Per una economia agapica di Luigino Bruni) Quali le risorse devono essere a disposizione di tutti in uno spazio sottratto alle logiche del mercato, alla crescente appropriazione delle risorse di pubblica utilità da parte di pochi? Pensiamo a beni materiali e scarsi come l'acqua, l'aria, la terra e l'energia ma anche a beni immateriali, la Rete, il tempo libero, la conoscenza e il sapere, che implicano esperienze di gratuità e di condivisione che vorremmo fossero poste alla base di una società più inclusiva e più solidale e di una qualità della vita più umana. E il lavoro? Possiamo pensare al lavoro come a un" bene comune", come da più parti si viene oggi affermando? Come promuovere una economia che gestisca collettivamente questi beni? Come finanziare attraverso le MAG, le strutture e le imprese che facilitano la gestione dei beni comuni? Quale finanza può sostenere tali processi di "empowerment di comunità" intorno ai beni comuni se non una finanza mutualistica?
Introduce e facilita, Pietro Raitano, direttore rivista Altreconomia. |