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Mai più schiavi: da Rosarno alla certificazione partecipata (Terra Futura, Firenze, 29 maggio 2010) PDF Stampa E-mail
Martedì 29 Giugno 2010 13:18

i recenti fatti di Rosarno hanno ulteriormente sollecitato molti di noi adimmaginare una reazione concreta all' "economia dell'assurdo" in cui siamo immersi.
E' infatti evidente, benchè abilmente sottaciuto, che le radici del fenomenoaffondano nello strapotere commerciale della GDO, che puo'
farsi paladina del "risparmio familiare" solo imponendendo un sistema di prezzi irresponsabilmente bassi, naturalmente sulla pelle degli sfruttati. Le molte pratiche di consumo critico ed equosolidale sviluppate negli ultimi anni, accanto al caparbio lavoro di molti agricoltori e reti contadine di base, mostrano invece con chiarezza come basando lo scambio commerciale su un patto di mutua responsabilità tra produttori e consumatori possano essere attivate e sostenute filiere virtuose tanto dal punto di vista sociale, quanto da quello economico ed ambientale.

Sull'onda dei fatti di Rosarno crediamo sia possibile mettere a frutto queste preziose esperienze in una sperimentazione più ampia, capace di
superare la nostra limitata cerchia, veicolandola (almeno in prima battuta) attraverso un prodotto di largo consumo quale gli agrumi.
Ci immaginiamo una campagna per la (auspicabilmente prossima) stagione agrumicola che proponga un processo di certificazione "slavery free", la cui gestione sia affidata non a qualche astratto ente terzo, ma ad un meccanismo partecipato e capillare: produttori, associazioni contadine e per la promozione dell'agricoltura biologica, GAS, reti di economia solidale, commercio equosolidale, associazioni impegnate nella promozione dei diritti dell'uomo e dell'ambiente, associazioni contro le mafie e il pizzo...
Non dunque l'ennesimo marchio a disposizione di chiunque, buono anche per il marketing di un nuovo scaffale-nicchia del supermercato globale, ma una esperienza di apprendimento collettivo, consapevole della necessità di un differente meccanismo distributivo e di costruzione della fiducia, conscia del proprio valore e delle proprie aspirazioni al cambiamento.
Al solito, anche per una operazione di questa portata, non abbiamo che la forza della nostra partecipazione: energie preziose da non disperdere.

 

Al link sotto, troverete il report video dell'incontro (realizzato da Giuditta Pellegrini).

 

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